La Puglia è una terra sacra, magica, misteriosa, custode di epicentri energetici unici che in pochi ancora conoscono e rispettano. Ne è esempio lampante il Cerchio Magico, un sito megalitico ubicato nelle campagne di Minervino, un piccolo paesino del Salento, di cui ancora non si conosce la vera storia.

La sua architettura originale è composta da trenta grandi massi che definiscono un circolo esterno di circa quindici metri di diametro e da tre pietre che delineano la circonferenza centrale interna.

Tipica rappresentazione del simbolo solare, questo luogo è un reale tesoro che oltre alla sua incredibile energia, offre fondamentali dettagli utili a comprendere la sua origine, il suo importantissimo valore e i riti ancestrali per il quale è stato concepito diversi millenni or sono, oltre a dare chiari spunti sull’antica tradizione esoterica e magica che ha caratterizzato la Puglia preistorica.

Anzitutto è bene sottolineare che i Cerchi di pietra sono monumenti eretti come Templi di culto, in cui le antiche popolazioni celebravano i propri rituali.

Le prove archeologiche, insieme alle informazioni astronomiche, geologiche e matematiche vigenti, legate a queste particolari costruzioni, suggeriscono che l’obbiettivo dei circoli fosse quello di ricordare antiche conoscenze mistiche, sociali e religiose che caratterizzavano la vita dei nostri antenati.

La loro funzione è però solo ipotizzata tra gli storici, poiché le uniche fonti ufficiali sopravvissute allo scorrere dei secoli, sono le pietre stesse e la loro disposizione.

Una delle ipotesi più accreditate è che siano luoghi sepolcrali o segnalatori di punti astronomici, riferibili a particolari momenti dell’anno, sebbene, secondo la personale ricerca, ritengo che siano dei veri e propri orologi cosmici che oltre ad essere allineati alle costellazioni principali come Orione, le Pleiadi  o l’Orsa Maggiore, contavano anche lo scorrere delle ore ed erano dedicati ai Signori del Tempo[1].

Il Cerchio Magico oltre ad appartenere alla categoria dei circoli e ad avere dunque già una rilevanza storica sostanziale, possiede inoltre elementi realmente interessanti che rendono il luogo importantissimo e l’intero territorio salentino una culla apotropaica.

La sua essenza simbolica che rimanda all’archetipo del Sole, è indice del culto dedicato al Dio Ra-Horus, oltre ad essere segno di pienezza ma anche di continuità e ciclicità, armonia, completezza e perfezione.

Nel contesto rituale, il Cerchio magico esprime la volontà dei suoi costruttori di ricreare intorno a loro uno spazio sacro, dove evocare delle energie universali necessarie al compimento dei cerimoniali dedicati alla divinità solare. E’ dunque un vero e proprio santuario di devozione per il Dio Sole che può essere annoverato come luogo di culto per eccellenza, sebbene la parte focale del Tempio sia stata spostata, defraudando il cerchio del suo altare votivo.

[1]Vedi articolo Tempo Aureo: da Stonehenge al futuro della Nuova Era.

Il masso più importante, lungo circa tre metri e mezzo, anticamente posto nel lato Sud del cerchio, è stato infatti spostato e posizionato a chiusura del recinto di ingresso al centro megalitico, comunemente conosciuto per l’esistenza del Dolmen chiamato Li scusi (I nascosti). A dimostrare la sua rilevanza storica e religiosa sono la presenza, sul monolite, di una  cosiddetta Coppella, di forma rotonda e di due Vaschette di effige quadrata.

Queste incisioni scavate dagli uomini preistorici nella roccia, venivano impiegate per la raccolta del sangue dei soggetti sacrificali, offerti alla divinità durante i rituali; non a caso infatti le incisioni sono collegate tra loro da piccoli canali di scolo che una volta riempite le cavità, faceva fluire il liquido organico nel terreno, come simbolo di nutrimento per Madre Terra, utilizzando il principio del troppo pieno.

Un’altra Coppella, perfettamente tondeggiante, è incisa su un ulteriore megalite della circonferenza,  ubicato a Sud, Sud-Ovest, atto alla stessa ritualità e parte sempre dell’altare.

Sebbene il ritrovamento di monoliti singoli con incisioni a Coppella siano diversi in Italia settentrionale e in Europa del Nord, le due Vaschette quadrate ed il fatto che i due massi votivi appartengano ad un Cerchio di pietre, rendono il sito alquanto raro e degno di maggiore studio e interesse.

Tale scoperta implica infatti che il sito megalitico sia appartenente all’epoca Mesolitica dunque datato tra diecimila e ottomila anni fa; di conseguenza la sua Età risale a tempi  molto più antichi rispetto al Dolmen Li Scusi e allo stesso Stonehenge, il circolo di pietre attualmente riconosciuto come più importante al mondo.

La stessa offre inoltre fondamento al reale motivo della sua costruzione e conferma che il centro energetico è un vero e proprio Tempio di culto pagano che va assolutamente ripristinato in tutto il suo splendore, quindi ricostituito, riposizionando, al suo posto, l’altare sacrificale.

L’ignoranza sulla materia ha infatti deturpato questo luogo unico e magico, la cui storia  potrebbe rivoluzionare la nostra conoscenza sull’evoluzione umana e farci realmente comprendere il fulcro della tradizione stessa.

 

La scoperta sopra citata è avvenuta per “caso” durante un sopralluogo del sito eseguito il 19 giugno 2021, da me medesima, Carlo Cofano, Elia Calo’ e Betty Locane

 

La Papessa MW