L’essere umano è un mistero inviolabile di cui si conosce ben poco. Fiumi di scritti e di teorie, non bastano a carpire il senso della sua esistenza, ne a svelare la sacra magia che risiede in ognuno.

La società contemporanea, incluso il sistema medico, è solita considerare uomini e donne come esseri frammentati, come individui separati, gli uni dagli altri e dalla natura universale, ignorando la complessità del singolo e il suo vero potenziale. Lo stesso corpo umano, viene valutato come una macchina strutturata da pezzi a se stanti che invero, sono tutti interconnessi, atti a formare un insieme: la persona.

Partendo dalle errate convinzioni e dall’incapacità di comprendere la natura umana nella sua complessità, l’ordine scientifico, tende perlopiù a curare il sintomo e prendere in esame il singolo organo, non considerando la causa principale che determina l’eventuale mal funzionamento, né la totalità del corpo, interconnesso ad Anima e Spirito.

Ogni essere umano è unico, un enigma misterioso in cui si può contemplare un universo intero. Eppure, allontanato da se stesso e da quello che era in principio, vive l’esperienza terrena assorbito dal rumore della società. Dimentico della propria unicità, agisce nel mondo, assorbendo come una spugna, il contesto che lo circonda, gli schemi familiari e sociali, asservendo le volontà altrui, indotte nell’individuo dal contesto in cui è inserito, dalla tipologia religiosa, culturale e societaria che lo regolamenta ed assoggetta.

Dall’insieme delle esperienze, sviluppa, nel corso della vita, quella che comunemente ritiene la propria forma pensiero, base della personalità acquisita, ignorando nella maggior parte dei casi, ciò che realmente desidera la volontà invalicabile e silenziosa del cuore, asservito dalle leggi regolamentate dalla mente, che menzognera, falsifica il soggetto e l’intero contesto sociale, rinforzando le migliaia di matrici di Ego che da essa dipendono, le quali rendono la materia adamantina dell’origine, bruta e grezza; una materia tutta da “lavorare”, per poter trasformare se stessi da bestie a veri esseri umani, e una volta tali, a divenire perfette immagini di Dio/Dea.

Fino a quando è immerso nel sistema che struttura il proprio schema mentale, l’essere umano è solito ignorare il proprio valore, non riuscendo a distinguere il potenziale personale, insito in tutti.

Soggiogato dai meccanismi societari che automatizzano il singolo, al fine di renderlo funzionale ed utile al sistema stesso che ne determina bisogni e desideri, l’individuo e le sue infinite qualità, si annientano, a vantaggio del demone della mente che viene giornalmente alimentato, sia dalla stessa persona, sia dal contesto globale, diretto a considerare la razza umana come un insieme di numeri, di cui soddisfare le necessità, anzitempo indotte come tali.

La quotidianità e l’assenza di consapevolezza, di memoria individuale e la devianza della memoria collettiva, mantengono l’individuo nella “propria miseria”, illudendolo di una realtà in cui agisce come essere inconsapevole, in assenza di un interazione tra se stesso in quanto corpo, e la propria Anima, veicolo di transito per il Divino Sé, autentica parte di ognuno che dimora nel cuore come eterna scintilla e nasconde il segreto dei segreti: la vita stessa, alito di Dio-Dea nell’uomo e nella donna.

Il pensiero collettivo, saturo di preconcetti, di forme mentali che appaiono corrette, poiché dettate dalla comunità e da quello che hanno voluto far credere reale, è estremamente limitante per il singolo che realmente vuole conoscere se stesso e così il proprio potenziale. Egli deve pertanto, per evolvere nella propria coscienza e sviluppare la consapevolezza di sé, demolire strato per strato ogni schema acquisito, separando, come la via alchemica di Ermete Trismegisto insegna, il denso dal sottile, eliminando gli aspetti fasulli che lo caratterizzano, riconoscendo e annientando le maschere che indossa la propria personalità.

L’individuo, per conoscersi realmente e intraprendere un vero cammino di iniziazione interiore che lo conduca alla reale metamorfosi, alla trasmutazione, e dunque all’evoluzione nel massimo potenziale, necessita principalmente distaccarsi dai canoni ordinari. Deve quindi, mediante l’auto osservazione cosciente, mutare la propria forma mentis, applicandosi ad agire nella comprensione di se stesso, attraverso l’analisi dei propri difetti, riconoscendo nell’intimo i “sette vizi”, ovvero le profonde inclinazioni morali e comportamentali che una volta riconosciute come imperfezioni che distolgono l’individuo dalla personale missione e lo allontanano dalla propria Anima, devono essere convertiti nelle corrispondenti “sette virtù”.

Ogni vizio, radicato nella mente, sviluppa differenti forme pensiero, determinando migliaia di matrici egoiche che intrappolano la Coscienza e rendono l’essere umano imperfetto, impedendo alla scintilla divina di rendersi manifesta e liberare il potere del cuore: il puro amore.

La lussuria, l’accidia, la rabbia, la vanità, la superbia, la gola, l’avarizia, si esprimono nel soggetto, attraverso i difetti, i quali, più o meno manifesti, si rendono evidenti solo nella circostanza, la quale si realizza attraverso l’esperienza di vita.

Ognuno di essi, va elaborato nella sua complessità, distinguendo le singole matrici che fanno capo allo stesso vizio. Un compito da svolgere tramite l’auto osservazione costante di sé, delle reazioni personali quotidiane, delle emozioni che si rendono presenti all’attenzione per mezzo dell’interazione con se stessi e con gli altri.

Ogni matrice si manifesta volta per volta, rendendosi evidente all’osservatore, in base alla circostanza che l’esperienza sottopone all’esistenza, ed ha come fine quello di provare il cercatore che anela a conoscersi, in maniera tale da forgiarlo alla vera vita, in cui poter esprimere il disegno destinato ad ogni umano, riconoscersi come Figlio di Dio-Dea, facendo recuperare all’individuo la connessione con la propria Anima e fargli ricordare la propria missione, finalizzata alla “semplice Essenza”, principio e fine di ogni Esistenza.

Tale opera, che nel linguaggio alchemico corrisponde all’Opera al Nero o Nigredo, prende inizio grazie ad un profondo studio di se stessi, dei propri limiti, delle proprie maschere, delle proprie paure, dei propri bisogni, dei propri dolori, delle proprie reazioni agli eventi, della propria oscurità, dei propri draghi interiori ed è finalizzato a trovare, mediante la trasformazione e il sacrificio delle stesse componenti, la propria vera luce, ovvero il risveglio della Coscienza, ricongiungimento del Cristo Cosmico in Sé.

Un lavoro duro e molto complesso che prescinde dall’ordinaria considerazione della realtà, traendo le sue fondamenta nel dubbio, nello sconosciuto, nel nascosto, nell’esoterico, per rivelare una realtà sommersa, sotterranea, celata in ognuno. Tale visione, richiede il completo stravolgimento di ogni ordine mentale.

Come insegna la via alchemica, per trasmutare se stessi è necessario attraversare la “selva oscura” celata dentro di sé e percorrere i vari gironi infernali, al fine di giungere alla comprensione del Tutto e conoscere il Regno di Dio-Dea, che è “come un seme di mostarda, il più piccolo dei semi, che diviene albero e riparo per gli uccelli” come insegna il Cristo nelle parole del vangelo di Tommaso.

Per realizzare l’essere umano rinnovato, è necessario partire dalla rettifica dei difetti e morire nelle proprie componenti fasulle, per rinascere di volta in volta come esseri rinnovati, ogni giorno un po’ più umani. Per conoscere se stessi e riconoscere il reale potere di ognuno e la massima espressione del potenziale personale, è necessario correggere costantemente se stessi, riconoscere ed eliminare ogni difetto, con il fine di scoprire l’autentico Sé e risvegliare la saggezza serbata nel cuore, unica Via consigliata.

E’ il cuore che serba ogni mondo, in esso è celato ogni segreto. Nel cuore, Uno è Tutto, e Tutto è ancora Uno, poiché in esso si cela la fiamma di Dio che arde con noi, alimentando la vita e la sua durata.